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Cosa possiamo fare per aiutare il mare? Suggerimenti pratici per vincere il pessimismo e fare la differenza. 

Sono sicura sia capitato anche a te, di sentirti impotente davanti all’ennesimo brutta notizie ambientale. Magari hai guardato il documentario di Netflix Seaspiracy e ti senti in colpa per il sushi allyoucaneat dell’altro giorno, oppure ti sei lasciato sconvolgere dalla storia del capodoglio Siso impigliato nella rete illegale e trovato spiaggiato con un bel pó di plastica nello stomaco. 

Capita anche a me -che per il mare sono una inguaribile positiva ed entusiasta- di sentirmi sconfortata tra racconti dell’orrore di come stiamo facendo del male alla nostra mamma mare. 

Tra studenti di biologia marina all’università, ci capitava spesso di entrare in questo stato d’animo che gli inglesi chiamano “Ecological Grief” (o “lutto ecologico”), ed escogitavamo modi per trasformare questo sentimento di impotenza in benzina per le nostre esplorazioni, battaglie e ricerche marine. Perché più studiavamo, più conoscevamo la grandissima resilienza del mare, più ci rendevamo conto di potere fare la differenza con le nostre azioni.

Perché il mare si, è in pericolo, ma il maggior pericolo è quello di credere di non potere fare più nulla per aiutarlo.

foto sott'acqua di snorkeling a portofino
L’Area Marina Protetta di Portofino è un esempio di resilienza del mare e di come un’area protetta, se ben gestita, può restituire un valore ecologico, biologico e sociale inestimabile.

Se gli sarà data la possibilità, il mare saprà riorganizzare i suoi ecosistemi per rigenerarsi molto più velocemente che la terraferma. Ottimismo che si conferma nelle parole degli scienziati: “se protetto a dovere, l’Oceano potrà essere restaurato entro il 2050”, annunciavano nel 2020 alcuni tra i più alti esponenti della conservazione marina internazionale (Duarte et al. 2020). 

Se ogni nostra azione può influenzare in modo negativo o positivo il futuro che vogliamo vedere nel mondo, allora sta a noi decidere se stare dalla parte del mare. Come? Provo a darti degli spunti: una ricetta per i momenti ‘blu’, da seguire in ordine, a piccole dosi o scomposta (per chi come me le ricette non le ha mai seguite) e ritrovare un po’ di positività per aiutare il mare. 

1. Esplora il mare

Alessandra esplora in kayak Cala dell’Oro, la zona di protezione integrale dell’Area Marina Protetta di Portofino. Foto di Tommaso Orlandi.

La cura per ogni cosa è l’acqua salata: sudore, lacrime, o il mare

diceva Karen Blixen (e se siete dei marinai, magari avrete più volte provato tutte e tre, anche contemporaneamente). Se ti senti in lutto ecologico, o triste per qualsiasi altro motivo, questo primo step è per te: molla tutto, chiudi il telefono, esci di casa e tuffati. Nuota, pagaia, galleggia, scivola, immergiti, fai le capriole e goditi il mare con qualsiasi mezzo tu preferisca, ma anche cammina, arrampicati, scopri e vivi la costa nel nostro paese meraviglioso.  Le nostre coste offrono una natura mozzafiato proprio dietro casa. 

Esplorare il mare è il modo migliore per imparare a conoscerlo e iniziare a salvaguardarlo. Ma non solo, praticando sport ed attività all’aria aperta promuovi prima di tutto un benessere del tutto personale: stai bene te e sta meglio il pianeta. 

Le attività passate negli ‘spazi blu’ dell’Oceano accorciano le distanze tra la società e la comprensione dei processi oceanici, favorendo un ritorno alla natura ed il primo passo verso la protezione del mare. Come racconta David Attenborough (famoso narratore di documentari come Blue Planet): “No one will protect what they don’t care about; and no one will care about what they have never experienced” (“Nessuno proteggerà cosa non gli interessa, ed a nessuno interessa cosa non hanno mai vissuto”). 

Quindi, il mare proviamolo a vivere di più. Ovunque tu ti trova, sono moltissime le attività in mare che puoi praticare o scoprire. In Liguria, troverai qui le esperienze outdoor con le quali esplorare il mare dell’ Aree Marina Protette di Portofino e delle Cinque Terre sopra e sotto il pelo dell’acqua con noi scegliendo tra attività come il kayak, SUP, snorkeling, coasteering e orienteering. 

Oppure potrai scegliere avvistare i cetacei del Santuario Pelagos, provare a surfare, esplorare il parco di Portofino con le Guide AIGAE, o provare l’esperienza di una immersione subacquea. Se sei riuscito ad alzarti dal tuo lutto ambientale ed a raggiungere la costa sappi che il grosso è fatto, il mare farà il resto.

2. Non smettere di emozionarti

Qualsiasi sia l’esperienza che andrai a fare in mare una cosa è sicura: ti emozionerai. Al mare, nel mare e vicino al mare le emozioni e sensazioni sono amplificate. La felicità e lo stupore rimbombano, cosí come la paura può diventar quasi assordante. Fin dall’antichità dall’Odissea di Omero, passando per I Fiori del Male di Baudelaire a Baricco, il mare ha impaurito, meravigliato e fatto sognare il genere umano, ispirando la poesia. 

La meraviglia di un fondale ricco di vita difficilmente la scordi, cosí come la pace di un tramonto riflesso sull’acqua che si sposta e si ricuce con le tue pagaiate o il benessere di un tuffo nel blu quando fa caldo. 

A livello biologico la sensazione di calma che dona il mare è quasi ancestrale: se fossimo ancora animali selvatici, il mare sarebbe un luogo perfetto e senza distrazioni dove avvistare rapidamente eventuali predatori da cui fuggire e prede da cacciare. Tutto quello che succede sulla superficie del mare, cattura subito la nostra attenzione, che sa un gabbiano o un’onda diversa dal solito, sensazioni che ben descrive Wallace J Nicholson nel suo libro Blue Mind, dove descrive la ‘Mente Blu’ che accomuna tutti i grandi sentimentali del mare. 

Come dice Luca, fondatore di Outdoor Portofino: “L’emozione é ciò che tiene tutto insieme e da un senso a tutto”.  Sarà proprio questa emozione a darci il motore per continuare a dare il nostro contributo per il futuro del mare.

Il team di Outdoor Portofino davanti al mare invernale di Punta Chiappa prima di un allenamento di coasteering.

3. Informati e sii curioso

“In the end we will conserve only what we love and we will love only what we understand.” (“Alla fine proteggeremo solo quello che amiamo ed ameremo solo quello che capiremo.” )

ricordava saggiamente Baba Dioum nel 1968. Se l’azione passa proprio per la conoscenza, allora per aiutare il mare il primo passo è l’informazione. Perché il mare é importante? Ci ricordiamo brevemente da dove viene il 50% dell’ossigeno che respiriamo, e dove va a finire il 25% dell’anidride carbonica in eccesso trattenuta dai gas serra. 

Più viviamo il mare, più ci emozioniamo, più desideriamo capire e conoscere le meraviglie marine che abbiamo la fortuna di incontrare. 

Quali sono i problemi che lo affliggono? 

Dal cambiamento climatico, passando per la sovrapesca fino all’inquinamento. Più viviamo il mare, più diventiamo spettatori – e soprattutto ambasciatori– dell’impatto dell’uomo sul mare. Con curiosità, possiamo informarci delle sue meraviglie e fragilità, scoprendo passo passo (o meglio, pinneggiata dopo pinneggiata) come proteggerlo. 

Se sei alle prime pinne con la scoperta del mondo sommerso, ti consiglio la guida “Pinneggiando nei Mari Italiani”, ma soprattutto di non smettere mai di essere curioso e fare domande. 

Da tour naturalistici guidati dai nostri esperti biologi marini, alla nostra scuola natura estiva o day camp per sensibilizzare i più piccoli a vivere e scoprire il mare responsabilmente, sono tantissime le occasioni di apprendimento sul campo per grandi e piccini. 

Ma l’informazione non serve solo sul campo: ogni azione quotidiana, se ponderata, può diventare un voto verso il futuro che vogliamo vedere nel mondo: dallo scegliere cosa mettere sul piatto, a come vestirsi, a come spostarsi in base al luogo ed alla stagione in cui ci troviamo. Sicuramente, non saremo mai totalmente sostenibili, né desideriamo rincorrere un’ideale di perfezione green lontano. Ma se dietro alle nostre scelte quotidiane ci sarà stata della ricerca per supportare il mare, l’ambiente, l’economia locale e la nostra salute come possiamo, allora saremo almeno dei cittadini consapevoli. 

4. Dai il buon esempio e mantieni il mare pulito

Arianna recupera plastica dal fondale durante una pulizia
Arianna recupera plastica dal fondale durante una pulizia in collaborazione con The Black Bag e Ogyre. Foto di Matteo Paolillo.

Durante le nostre esplorazioni marine, ci capiterà purtroppo di imbatterci in della spazzatura: magari galleggiante al lato della nostra imbarcazione, adagiata sul fondo del mare e abbandonata sulle nostre spiagge. Non sarà bello, e probabilmente ci farà arrabbiare, ma sarà proprio quella la nostra occasione per fare la differenza. 

Come grandi amanti e frequentatori del mare, siamo i primi a dovere dare il buon esempio quando si tratta di azioni sostenibili e, andando per mare ogni giorno per tutto l’anno siamo le prime sentinelle dello stato di inquinamento delle nostre coste. Se per primi è importante dare il buon esempio, utilizzando il meno possibile il monouso, è anche nostra responsabilità raccogliere e segnalare i nostri sfortunati incontri. 

Sono tantissime le associazioni e realtà sul territorio con cui collaboriamo che si impegnano per la salvaguardia delle nostre coste dall’inquinamento: 

  • The Black Bag, un gruppo di amici che portando i cani a spasso in spiaggia in mezzo alla spazzatura ha deciso di non stare sono a guardare; 
  • Ogyre, una start up Genovese che recupera il PET dal fondo del mare per creare capi di abbigliamento di valore;
  • Surfrider Genova, che unisce i surfisti uniti per la lotta ambientale;
  • SpazzApnea, che coinvolge gli apneisti nella pulizia dei fondali;
  • Reef Alert Network, che riunisce i subacquei in azioni di recupero lenze, reti ed ancore abbandonate. 

Insieme alle associazioni e realtà con cui collaboriamo, realizziamo azioni e progetti dedicati al monitoraggio e raccolta della plastica (grande e piccina) del nostro litorale. Tieni d’occhio i nostri canali social ed iscriviti alla nostra newsletter per scoprire come partecipare alle prossime azioni di clean-up. Nel frattempo, dai il tuo esempio ovunque sei.

5. Partecipa e dai il tuo contributo alla scienza

Le nostre due Sare (la bionda e la mora) sciacquano la mini-manta dopo un campionamento di microplastiche all’interno del progetto CRABS. Foto di Tommaso Orlandi.

Per salvaguardare il mare bisogna conoscerlo, e spesso la comunità scientifica non basta a monitorare e restaurare un ambiente così vasto e profondo. Per questo chi va per mare diventa parte di un’armata essenziale per raccogliere dati utili alla ricerca e conservazione dell’ambiente marino. Si chiama “Citizen Science”, e ne abbiamo parlato in questo articolo dove puoi approfondire il tema della Citizen Science in mare.

Stiamo creando una serie di progetti di ricerca e citizen science in cui chi pratica sport in acqua può fornire il suo servizio al mare, raccogliendo dati, monitorando e partecipando ad azioni di salvaguardia durante le attività sportive preferite. E tu? In che modo parteciperai alla conservazione dell’ambiente marino?

6. Racconta e condividi le tue esperienze

E qui viene il bello, probabilmente non avresti letto questo blog se qualcuno dei tuoi amici non lo avesse condiviso, o se non avessimo deciso di raccontarti il nostro spiraglio sul mondo. Ogni giorno viviamo in mare delle avventure incredibili, che valgono la pena di essere condivise. Diventare ambasciatori delle bellezze e fragilità del mare, inspirerà altre persone a scoprire, conoscere ed aiutare di più il nostro blu. 

Per questo vogliamo invitarvi a raccontare le vostre esperienze, scoperte, avventure e sensazioni marine, ma anche i vostri sogni nel cassetto e desideri legati al mare. Inoltre, Outdoor Portofino si impegna anche a unire in una grande rete tutte le persone che hanno voglia di condividere momenti unici in mare: più condividiamo, più siamo, più possiamo scoprire, conoscere ed aiutare il mare insieme. Taggaci sui social (Facebook, Instagram, Linkedin e Tik Tok!), utilizza l’hashtag #outdoorportofino, o semplicemente racconta ad amici, parenti, a cena ma anche al panettiere sotto casa delle meraviglie viste in mare, di come sta e di come possono anche loro fare la differenza.

Quindi esploriamo il mare, emozioniamoci delle sue meraviglie, manteniamoci curiosi ed informati, sostenibili, attivi alla sua protezione e soprattutto raccontiamolo a tutt*. Se da un soffio di vento si può propagare un’onda, chissà cosa potrebbe fare un gruppo sempre più grande di persone attive per aiutare il mare.

Arianna Liconti - OP Projects - Outdoor Portofino
Autrice: Arianna Liconti, OP Science Projects Coordinator / Ecologa e Biologa Marina

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