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educazione ambientale

Cos’è l’educazione ambientale?

Oggi parliamo di educazione ambientale in famiglia. Abbiamo già approfondito cosa vuol dire outdoor education e perchè è importante integrare nella nostra quotidianità attività di questo tipo.

Ecco qui i nostri articoli Outdoor Education ad ogni età e I miti da sfatare sull’educazione all’aria aperta.

Quando si parla di educazione ambientale si fa un salto in avanti. In questo caso lo scopo non è solo il benessere e la crescita individuale. L’obiettivo è anche quello di imparare l’organizzazione e la struttura dell’ambiente naturale e come vivere senza alterarne gli equilibri.

Contrariamente a quello che si può pensare l’educazione ambientale non è una materia scolastica. Ogni occasione nella natura può essere una buona occasione per imparare e costruire un rapporto in armonia con la natura.

Come trasformare una semplice gita fuori porta in un’esperienza educativa?

Ecco qui una piccola guida con spunti e consigli dedicata a tutti quelli che vogliono arricchire la classica “gita della domenica”.

3 regole d’oro dell’educazione ambientale

1. Esplorare:

L’esplorazione della natura e della vita che la abita è una tappa fondamentale per poterla conoscere e amare. Questo processo può essere guidato attraverso giochi e attività, ma sarà sempre un’esperienza personale e diversa per ogni bambino. Lo scopo dell’esplorazione infatti è proprio quello di nutrire e stimolare la curiosità e acuire i 5 sensi. Il tutto con l’obiettivo di sviluppare la propria sensibilità e un rapporto sano con l’ambiente. Chiunque può diventare esploratore in ogni luogo, quello che conta è l’attitudine.

2. Imparare:

Una volta stimolate attenzione e curiosità e grazie all’esperienza diretta sul campo, imparare sarà un processo naturale e divertente. Piano piano ogni informazione acquisita entrerà in un puzzle sempre più ampio. In questo modo aumenterà la conoscenza e la consapevolezza del contesto in cui viviamo. Il tutto porterà ad interrogarsi sul nostro ruolo e sulle nostre responsabilità. In questa fase è importante dare informazioni corrette ai bambini, anche se adattate alla loro età e capacità di comprendere. Al giorno d’oggi in tasca abbiamo tutte le informazioni che vogliamo grazie ai nostri smartphone (se si sa dove cercare!). Ecco alcune applicazioni semplici e utili allo scopo:

  • iNaturalist: con questa app è possibile imparare a riconoscere le spiecie incontrate. Scattate una foto, caricatela sul portale e risalite alla sua identità. Inoltre l’insieme dei dati raccolti sono utili alla comunità scientifica per studiare la distribuzione e l’abbondanza dei vari organismi.
  • Pl@ntNet: una delle app più diffuse per il riconoscimento delle piante terrestri. Anche qui tutto ciò che vi serve è la fotocamera del vostro cellulare. Ogni foto caricata entra a far parte di un ampio progetto di citizen science. Questo vi dà l’occasione di essere partecipanti attivi del monitoraggio e della tutela delle specie.
  • Pinneggiando: con questo ricco atlante digitale sarete in grado di riconoscere tutte le specie marine animali e vegetali che popolano i mari italiani. Oltre che consultarlo avrete anche la possibilità di inviare domande e curiosità direttamente a scienziati esperti!

Quando cresce il desiderio di avere informazioni più prescise e approfondite, vi consiglio di partecipare ad attività guidate. Gli eventi di educazione ambientale organizzati da professionisti preparate sono sempre ottime occasioni per divertirsi, socializzare e imparare.

3. Proteggere:

“Come interagisce l’uomo con la natura?” “Cosa posso fare io per salvaguardare ciò che ritengo importante?” Sono queste le domande che naturalmente ognuno si pone una volta acquisita una certa consapevolezza. Non servono forzature ma credo che questo sia un processo logico e istintivo per chi ha una certa sensibilità all’argomento. La mancanza di sensibilità, di passione ed emozione è figlia dell’ignoranza ed è sempre la peggior nemica. Ci sono diverse buone abitudini che si possono insegnare fin da piccoli. Uno degli insegnamenti migliori sicuramente è: non lasciare traccia.

Dare il buon esempio è il primo passo della soluzione al problema dell’impatto dell’uomo sulla natura. Una semplice attività che chiunque può fare in qualsiasi luogo è organizzare una clean up.

  • Clean up: vuol dire letteralmente “pulire”. Con questo termine si intendono quell’insieme di azioni di pulizia e monitoraggio dei rifiuti nell’ambiente. Ognuno nel suo piccolo può partecipare a questa “caccia al rifiuto”. Tutto ciò che serve è: un sacco per i rifiuti e dei guanti per proteggere la cute.

Educazione ambientale nel bosco

Il bosco è un luogo ricco di angoli da esplorare e natura da scoprire. Le attività di educazione ambientale nel bosco possono spaziare tra numerose materie scientifiche tra cui: botanica, geologia, zoologia, ecologia.

Esplorare l’ambiente boschivo:

Non è necessario essere degli scienziati per poter esplorare quello che abbiamo intorno! Accompagnare bambini di diverse età alla scoperta del bosco può essere un’esperienza divertente per tutta la famiglia. Ecco qui alcune semplici attività alla portata di tutti ravvivare la vostra gita:

  • La caccia al tesoro del bosco: costruite una scheda come quella del bingo con un elenco di voci da spuntare. I diversi items possono essere raggruppati in categorie sensoriali (osserva, annusa, vedi, senti) per acuire i 5 sensi! Qui di seguito vi regaliamo la nostra versione della caccia al tesoro già pronta per essere utilizzata.
  • Chi lascia più tracce? Scovate più tracce che potete: tracce di animali nel terreno, piume, solchi di ruote, alberi spezzati, rifiuti. Chi le ha lasciate? Chi lascia più indizi del suo passaggio: noi o gli animali?
  • L’erbolario del bosco: osservate ogni pianta e ogni arbusto e cercatene di più specie possibili. Per conservarle senza alterare il bosco fate delle fotografie oppure dei calchi armati di carta e matita. Una volta terminato divertitevi a cercare nomi e caratteristiche.

Educazione ambientale al mare

L’ambiente marino e quello costiero sono spesso considerati come semplice luogo di relax. In realtà questi sono mondi pieni di segreti da scoprire sia sopra che sotto la superficie. Da dove cominciare? C’è l’imbarazzo della scelta.

Esplorare l’ambiente marino e costiero:

Anche al mare, chiunque può lanciarsi nell’esplorazione secondo le sue capacità. Se non siete grandi nuotatori, o le condizioni non sono buone, nessun problema. Rimanere in spiaggia ad osservare e scoprire la costa può offrire diversi spunti e si presta ad attività altrettanto divertenti. Se invece siete a vostro agio a sguazzare nell’acqua salata tutto ciò che vi serve è una maschera!

Ecco qualche consiglio per far avvicinare al mare bambini di ogni età nell’articolo: Bambini e natura: guida pratica.

  • Trova l’intruso: Raccogli quello che trovi in spiaggia (foglie di posidonia, una conchiglia, delle alghe, una bottiglia di plastica). Cosa sono? Da dove vengono? Qual è la loro storia? Questo gioco è utile a stimolare il ragionamento logico. Oltre che interrogarsi sulle connessioni tra gli organismi e gli eventi che interagiscono con l’ambiente.
  • Caccia al tesoro sommerso: prima di immergervi informatevi sulle specie che potreste incontrare. Dove vivono? Quali sono i tratti caratteristici? Dopo di che prendere maschera e boccaglio e guardate quante riuscite a trovarne. C’è solo una regola: guardare e non toccare!

Autrice: Giulia Bertora, fisioterapista //
istruttrice e guida snorkeling, kayak e sup

1 Comment

  1. Pingback: At the beach with kids: ideas of things to do - Outdoor Portofino

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