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Puntura medusa

Puntura medusa: come evitarla? Come avviene? Se succede, cosa fare? Ecco i nostri consigli.

Ogni estate, in spiaggia, ci capita di assistere a persone che corrono fuori dall’acqua all’urlo di “Aiuto! Quella medusa mi ha inseguito e mi ha morso!“. In realtà le meduse non mordono, ma la sua puntura può risultare fastidiosa e in alcuni casi dolorosa.

Iniziamo con un po di Biologia Marina per per conoscere meglio questo meraviglioso animale e capire le sue abitudini.

Cos’è e com’è fatta una medusa?

Le meduse sono animali marini appartenenti al Phylum Cnidari. Sono “cugine” dei coralli e degli anemoni.

Presentano un corpo semisferico (ombrella) dal quale si originano i tentacoli. Al centro dell’ombrella è presenta un’apertura che funge sia da bocca che da ano, che in alcuni casi è circondata da 4 o più braccia.

Medusa Polmone di Mare

Le meduse NON sono in grado di decidere dove andare:

Sono organismi planctonici (vivono nella colonna d’acqua) e vengono spostati passivamente dalla corrente. Grazie alla contrazione dell’ombrello possono effettuare brevi spostamenti (soprattutto in senso verticale).

I tentacoli possono essere urticanti per la presenza di cellule (cnidociti) che contengono delle capsule (cnidocisti) con all’interno un filamento avvolto a spirale (nematociste o spirociste).

Possiamo concludere questa breve lezione di biologia marina, che vi invitiamo ad approfondire, affermando con sicurezza che: la medusa non ci può inseguire e non ci può mordere!

Puntura medusa: come avviene e perché è dolorosa?

Quando tocchiamo la parte urticante della medusa, lo stimolo meccanico sugli cnidociti genera un’estroflessione dei nematocisti con conseguente inoculazione della tossina sotto la pelle.

Questa tossina è termolabile (quindi viene neutralizzata col calore). Quella delle meduse dei  nostri mari non è letale per l’uomo.

Quali sono le meduse più comuni del mediterraneo?

Fortunatamente le meduse presenti nei nostri mari non sono particolarmente nocive. Ecco la lista delle principali specie:

  • Cotyllorhiza Tubercolata (Cassiopea Mediterranea): non urticante.
  • Rizostoma Pulmo (Polmone di Mare): poco urticante, cnidocisti presenti solo sulle braccia.
  • Pelagia Noctiluca (Vespa di Mare): molto urticante, ricoperta da cnidocisti presenti sui tentacoli, le braccia e l’ombrella.

Fatte queste dovute premesse scientifiche andiamo chiarire qui sotto e nel nostro video-tutorial, cosa succede e le regole da seguire quando si entra in contatto con una medusa urticante:

Puntura medusa: Cosa fare?

Mantenere la calma: più ci si agita e si muove l’acqua più si rischia di toccare di nuovo l’animale. Inoltre l’ansia e lo stress aumentano la frequenza respiratoria e cardiaca amplificando la percezione emotiva del dolore e degli altri sintomi.
La medusa viene trasportata dalle correnti, che siano esse naturali o create dal movimento dell’uomo. (Non può decidere autonomamente dove andare).

Ecco cosa fare un seguito a una puntura di medusa:

  1. Sciacquare via con l’acqua di mare eventuali tentacoli rimasti sulla pelle.
  2. Rimuovere dalla cute i nematocisti (metodo del raschiamento con una carta di credito / patente o usare una pietra piatta oppure con della sabbia per fare una sorta di scrub).
  3. Applicare una fonte di calore (pietra o acqua calda)  sulla puntura per disattivare la tossina .
  4. SPOILER: il metodo della pipì funziona per il calore dell’urina non per la presenza di ammoniaca!
  5. Tenere la cute al riparo da agenti irritanti nei giorni successivi. Non prendete il sole in quella zona.

Puntura medusa: cosa succede nei giorni successivi?

I sintomi più frequenti che possono presentarsi fin da subito e continuare nei giorni successivi sono:

  • Rossore
  • Prurito
  • Gonfiore della pelle

L’intensità dei sintomi varia a seconda della zona colpita (la cute del viso e le mucose sono più sensibili) e dalla diversa soglia di sensibilità che ciascuno ha nei confronti della tossina.

Nella maggior parte dei casi i sintomi passano in pochi giorni. In caso di allergia o se i sintomi sono particolarmente intensi è bene rivolgersi ad un medico o recarsi in ospedale.

Se avete domande o curiosità su questo argomento vi invitiamo a lasciarci un commento!

Autori: Giulia e Nicola

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