Il richiamo del blu: benefici del mare su mente e corpo

Perché siamo attratti dal mare?
C’è qualcosa di profondamente istintivo nel nostro richiamo verso l’acqua.
La Biophilia Hypothesis suggerisce che l’essere umano sia innatamente attratto dagli ambienti naturali perché, nel corso dell’evoluzione, questi ambienti hanno garantito sopravvivenza e sicurezza. Il mare, in particolare, ha rappresentato nutrimento, orientamento, scambio.
Come ricorda Duarte, gli alimenti marini ricchi di Omega-3 hanno avuto un ruolo cruciale nello sviluppo del nostro cervello. Il nostro legame con l’oceano non è solo culturale: è biologico.
Forse è anche per questo che, quando ci fermiamo a guardare quello spiraglio di mare dalla nostra Baia di Niasca, sentiamo qualcosa che va oltre la bellezza estetica.
Benefici del mare su mente e organismo
Il biologo marino Wallace J. Nichols ha definito Blue Mind quello stato mentale di calma vigile che sperimentiamo vicino all’acqua.
La ricerca sui blue spaces — ambienti in cui l’acqua è protagonista — mostra che la loro presenza è associata a miglioramenti dell’umore e del benessere psicofisiologico.
Uno studio sperimentale recente ha rilevato che ambienti con presenza d’acqua producono un aumento significativo di stati emotivi positivi come vitalità, autostima e senso di “essere altrove”, rispetto ad ambienti senza acqua.

Ma cosa significa concretamente per noi?
5 benefici del mare scientificamente dimostrati
1. Riduce Stree e ansia
Nuotare o immergersi in mare anche solo 1–3 volte a settimana è associato a una riduzione dei livelli di stress e a un miglioramento del benessere mentale. L’acqua attiva il sistema nervoso parasimpatico, favorendo rilassamento e regolazione emotiva (nature.com).
2. Cambia la nostra chimica interna
L’aria marina è ricca di ioni negativi, che sembrano favorire una migliore ossigenazione e influenzare positivamente la regolazione della serotonina, contribuendo a migliorare umore e qualità del sonno.
3. Il suono delle onde calma il cervello
Il rumore naturale delle onde agisce come uno stimolo ritmico e prevedibile, abbassando il livello di cortisolo e favorendo uno stato mentale più stabile. È uno dei motivi per cui restiamo a fissare il mare senza stancarci (lifegate.com).
4. Il contatto con l’acqua attiva il corpo
Il nuoto in mare — anche in inverno — stimola risposte antinfiammatorie e adattamenti neurochimici positivi. Alcuni studi clinici indicano effetti benefici su sintomi depressivi e ansiosi, almeno nel breve termine (clinicaltrial.gov).
5. Stimola movimento, relazioni, vitalità
Il mare invita all’azione: snorkeling, kayak, SUP, nuoto. L’attività fisica all’aperto amplifica i benefici psicologici e rafforza le relazioni sociali. Il benessere non è solo interno, ma condiviso.
Non è solo suggestione. È un insieme di risposte fisiologiche, cognitive ed emotive integrate.

Come il mare migliora concentrazione e attenzione
Secondo la Attention Restoration Theory (Kaplan, 1995), gli ambienti naturali aiutano il cervello a recuperare dalla fatica cognitiva accumulata nella vita quotidiana.
Il mare, in particolare, offre uno stimolo “delicato”: il movimento costante dell’acqua, il suono ritmico delle onde, l’orizzonte aperto che non impone confini. Non richiede uno sforzo di concentrazione, ma cattura la nostra attenzione in modo spontaneo e leggero. Questo tipo di coinvolgimento, definito soft fascination, permette alla mente di riposare senza spegnersi.
Nella routine di tutti i giorni utilizziamo soprattutto l’attenzione volontaria: quella che ci consente di concentrarci su un compito preciso, ignorando distrazioni e stimoli secondari. È una funzione fondamentale, ma estremamente energivora. Quando si esaurisce, ci sentiamo mentalmente affaticati, irritabili, meno capaci di prendere decisioni.
Stare in natura — e in particolare davanti al mare — ci permette di ripristinare questa risorsa. È come se il cervello entrasse in modalità di recupero, ricaricando la capacità di concentrazione che poi ci servirà nella vita quotidiana.
Il mare non è solo benessere individuale: è un sistema interconnesso
Il nostro rapporto con l’oceano è fatto di scambi continui. Gli oceani influenzano la nostra salute — attraverso cibo, clima, benessere mentale — ma le nostre azioni influenzano la loro salute.
Proprio per questo il Decennio ONU delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile sottolinea l’importanza di costruire una relazione più consapevole e sostenibile con l’oceano (Fleming et al., 2019).
Nel contesto unico di Portofino, dove il Parco Naturale e l’Area Marina Protetta si incontrano, questa connessione è ancora tangibile.
Qui il mare è uno spazio in cui possiamo sperimentare ciò che la Blue Mind descrive: una mente che si calma perché si riconnette a qualcosa di più grande.
Connessione ed ecologia: perché l’esperienza diretta conta
La ricerca mostra che la connessione emotiva con l’oceano è uno dei fattori più forti nel predire comportamenti pro-ambientali .
Non proteggiamo ciò che non sentiamo vicino, cioè che non conosciamo davvero.Per questo tra gli obiettivi di Outdoor Portofino c’è quello di ristabilire una connessione autentica con il mare: portare le persone a viverlo direttamente, a esplorarlo, a comprenderne gli equilibri, trasformando l’esperienza in consapevolezza.

Il mare ci cura. Ora tocca a noi.
Se il mare ci offre calma, lucidità e benessere, allora la risposta non può essere passiva.
Possiamo partecipare a beach clean up, contribuire a progetti di citizen science, scegliere di vivere la costa secondo il principio del non lasciare traccia.
Perché ogni gesto, anche piccolo, alimenta quella relazione reciproca tra oceano e società.
Outdoor rigenerativo: vivere il mare in modo consapevole
Per Outdoor Portofino l’outdoor non è solo attività fisica o tempo libero: è una relazione.
La nostra filosofia è quella dell’outdoor rigenerativo quando l’esperienza in natura genera un beneficio reciproco: il mare migliora il nostro equilibrio mentale e fisico, e noi, attraverso comportamenti consapevoli, contribuiamo alla sua tutela.
Significa vivere il mare non come consumo, ma come connessione — esplorarlo con rispetto, comprenderne gli equilibri ecologici, partecipare attivamente alla sua protezione. Perché il vero benessere non è solo personale: è sistemico, condiviso, interdipendente.
References:
Duarte, C. M. (2024). Ocean, Health and Human Well-Being. In Ocean-The Secret of Planet Earth (pp. 87-120). Cham: Springer International Publishing.
Fleming, L. E., Maycock, B., White, M. P., & Depledge, M. H. (2019). Fostering human health through ocean sustainability in the 21st century. People and Nature, 1(3), 276-283.
Kaplan, S. (1995). The restorative benefits of nature: Toward an integrative framework. Journal of environmental psychology, 15(3), 169-182.
Kellert, S. R., & Wilson, E. O. (Eds.). (1993). The Biophilia Hypothesis. Island Press.
Nash, K. L., Van Putten, I., Alexander, K. A., Bettiol, S., Cvitanovic, C., Farmery, A. K., … & Vince, J. (2022). Oceans and society: feedbacks between ocean and human health. Reviews in Fish Biology and Fisheries, 32(1), 161-187.
O’Halloran, C. (2025). Impact of ocean connectedness, environmental identity, emotions, and ocean activities on pro-environmental behaviors. Frontiers in Ocean Sustainability, 3, 1518099.
Yin, J., Ramanpong, J., Chang, J., Wu, C. D., Chao, P. H., & Yu, C. P. (2023). Effects of blue space exposure in urban and natural environments on psychological and physiological responses: A within-subject experiment. Urban Forestry & Urban Greening, 87, 128066.
Articolo di: Sophia Zonca


