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Il bushcraft è un insieme di conoscenze e tecniche atte a vivere in un ambiente naturale, sfruttandone le risorse per soddisfare i bisogni primari quali cibo e rifugio.

Due figure di spicco nel panorama Outdoor internazionale hanno condiviso con noi le loro esperienze e conoscenze. Due chiacchiere con Jeff Allen e Marco Priori!

Nelle esperienze outdoor di uno o più giorni è comune incontrare persone con zaini enormi pieni di oggetti che non utilizzeranno e con una quantità di cibo doppia rispetto a quella necessaria.

Siamo abituati a trovare ogni cosa  pronta, costruita e confezionata, facilmente ottenibile con un po’ di denaro.  

Il motivo per il quale spesso si porta attrezzatura e peso inutile è che non abbiamo più consapevolezza di quali siano le nostre necessità primarie e non sappiamo più procurarci da soli ciò di cui abbiamo bisogno.

Ringrazio di cuore Marco Priori e Jeff Allen, esperti di bushcraft a livello internazionale, per aver accettato il mio invito a partecipare al nostro Blog!

Marco Priori, fondatore Natural Survival

Marco e Jeff ci aiuteranno a capire quali sono le conoscenze e le  capacità  essenziali per approcciare in autonomia le esperienze outdoor nella natura, che sia quella selvaggia in zone remote o quella vicina a casa a portata di tutti.

Come ho conosciuto Jeff e Marco

Le parole Survival e Bushcraft spopolano sulla rete, esperti, gruppi, siti e forum trattano ampiamente il tema.

Durante la mia personale formazione ho avuto il piacere di essere stato illuminato dalla visione Natural Survival di Marco Priori durante il corso Red Fox per la parte terrestre; dall’approccio alla spedizione di Jeff Allen titolare di Expedition Paddler durante il corso “Expedition Skills” ISKGA per quella legata al mare.

Se vuoi approfondire, in passato ho scritto questo articolo in cui racconto il dietro le quinte di una notte outdoor, kayak & survival.

Inoltre, alcune guide e gli istruttori di Outdoor Portofino hanno partecipato in passato ai corsi Natural Survival di Marco Priori. Clicca qui per leggere il racconto di Nicola.

Ritornando a Jeff e Marco, sono due personaggi il cui lifestyle è in simbiosi con la natura. Parlando con loro si ha la sensazione che esperienza, conoscenza e capacità siano fuse insieme in un blocco unico che non ha più bisogno di definizioni.

Jeff e Marco non si conoscono personalmente e vivono a migliaia di km uno dall’altro. Sorprendentemente, come leggerai in seguito, ci guideranno in  pensieri comuni, con molti tratti affini.

Jeff Allen, ha bisogno di introduzione?!

Jeff Allen per gli amanti del sea kayak non ha bisogno di presentazione. Ci vorrebbero libri solo per parlare delle sue spedizioni!  Ne ricordo alcune: la circumnavigazione delle 4 isole principali del Giappone, del South Georgia, dell’Irlanda e le molte spedizioni in Alaska e Norvegia.

Jeff Allen

Jeff Allen ha iniziato a fare kayak da giovane negli scout, quando aveva 7 anni, poi in seguito nei cadetti di mare e poi come giovane soldato dell’esercito britannico. Il tempo che Jeff ha trascorso nell’esercito gli ha permesso di far crescere ulteriormente in lui l’amore per lo stile di vita all’aria aperta. Quando ha lasciato l’esercito nel 1987 si è trasferito in Cornovaglia per studiare costruzione di barche tradizionali a Falmouth dove tutt’ora fa base.

Nel 2012 Jeff ha fondato la International Sea Kayak Guide Association, un’organizzazione che rappresenta le esigenze delle guide di Sea Kayak commerciali affermate e aspiranti di tutto il mondo.

Fondatore di Expedition Paddlers offre spedizioni incentrate sulla libertà di esplorare coste remote in autonomia portando per sé ed il gruppo solo l’essenziale. L’esperienza permette di integrare l’alimentazione mentre si procede con pesce fresco, cibo raccolto lungo la riva e solo occasionalmente visitando aree abitate per rifornirsi di ciò che si esaurisce. 

Durante le tue spedizioni personali e con i clienti trascorri molto tempo nella natura selvaggia in zone remote. Quali competenze e conoscenze ritieni siano le più importanti per vivere giornate in mezzo alla natura o anche solo per una giornata in mare? Quale consiglio vorresti dare a chi si approccia allo spirito outdoor?

Risponde Jeff Allen:

“Quando iniziamo a imparare qualcosa di nuovo, qualcosa per cui abbiamo un’ovvia passione, passiamo velocemente attraverso le basi, senza necessariamente renderle forti, sicure e naturali. 

È nelle basi, che risiede il segreto di qualsiasi attività outdoor. Le basi sono le fondamenta di tutto ciò che facciamo.

È molto facile farsi attrarre da tecniche sfuggenti. Molto spesso queste tecniche sfarzose o elementi di attrezzatura peculiari ci porteranno fuori strada, ancor prima di aver affrontato i nostri limiti, come ad esempio l’eskimo dalla nostra parte più debole o lo spostamento laterale in movimento. 

Il mio consiglio per chi inizia un percorso outdoor è quello di creare basi molto solide in ogni ambito,  sia che si tratti di un colpo di pagaia o di accendere un fuoco sotto la pioggia. 

Cerca l’opportunità di praticare i fondamenti molte volte, rendendoli istintivi, naturali. 

Personalmente quando accendo il fuoco a casa uso l’acciarino e creo feather sticks (legno lavorato per ottenere dei riccioli infiammabili, ndr) , seguendo lo stesso processo che utilizzo normalmente quando sono in spedizione.

Ora posso risistemare la pagaia di riserva che sta scappando da sotto gli elastici mentre sto surfando lateralmente (bongo slide) un’onda di 90 cm tenendo la pagaia con una mano e appoggiando l’altra parte della pagaia sotto l’aiuto al galleggiamento. Queste cose diventano naturali solo quando ti senti a tuo agio con le basi.

Nelle arti marziali, diceva il mio sensei:

“Mille volte, Jeff: una tecnica non diventa tua a meno che non la esegui 1000 volte”.

Dobbiamo allenarci anche superando la fase della noia che a un certo punto si verifica quando desideriamo progredire in uno sport.

Spesso vogliamo collezionare certificati cartacei che si disintegreranno sotto la pioggia piuttosto che solcare miglia e miglia con la chiglia del nostro scafo.

Una volta che abbiamo le basi forti, diventiamo il nostro insegnante: l’unione tra le basi e Nettuno (l’ambiente) aprirà la grande porta che ci rivelerà i segreti che stiamo cercando. 

Queste informazioni entreranno nell’anima e difficilmente verranno dimenticate come se fossero polvere d’oro.

Marco Priori, punto di riferimento del Natural Survival in Italia

Grazie alla sua formazione e la lunga esperienza, Marco ha fondato il Natural Survival™, la nuova corrente naturalistica in cui si acquisisce una profonda consapevolezza vivendo a contatto con la Natura grazie alle tecniche di sopravvivenza, di mimetismo, di tracking, di etica naturalistica e le Scienze Naturali. 

Dal 2017 presenta la rubrica SURVIVAL nella trasmissione televisiva l‘Arca di Noè su Canale5 e i suoi articoli sono costantemente presenti sulla rivista #Natura dei Carabinieri Forestali. 

Istruttore Advanced Master e Responsabile per i Rapporti Internazionali della Federazione Italiana Survival, Marco è stato tra i Collaboratori della rivista inglese BUSHCRAFT & SURVIVAL SKILLS MAGAZINE e quella italiana SURVIVAL MAGAZINE.

Marco Priori durante un corso di Natural Survival

Marco, basandoti sulla tua esperienza, quali credi siano le conoscenze e capacità fondamentali per poter vivere appieno una  lunga spedizione o una semplice giornata outdoor? Una persona senza esperienza come può avvicinarsi al mondo di cui stai parlando?

Risponde Marco Priori:

“In base alla mia esperienza le persone non si misurano dalle loro abilità acquisite, ma da quanto sanno lasciarsi trascinare dai loro sogni. È così che valuto il potenziale di crescita. In molte persone il distacco dal mondo naturale ha assopito gli stimoli istintivi che difficilmente vengono risvegliati. Eppure sono lì, in attesa.

Il sogno di dar vita a un’avventura, una spedizione o una particolare escursione fa sì che si possa ritrovare quella motivazione per scuotere se stessi. Un conto è voler imparare delle tecniche per volersi mostrare agli altri, un altro è volerle rendere parte del tuo stile di vita. Anche se ciò che insegno potrebbe permettere di tornare a “vivere nelle caverne”, non è questo il mio scopo. Ogni istante della vita è un dono che difficilmente si apprezza per il suo vero valore. Perché? Perché siamo attratti e distratti dall’ansia di ciò che verrà senza soffermarci nell’istante presente. 

La capacità che più di tutti va interiorizzata è quella di lasciarsi andare, non resistere o combattere le situazioni, ma sentirsene parte. Il filosofo e imperatore romano Marco Aurelio una volta scrisse: “All’uomo non capita nulla che dalla natura non sia stato formato a sopportare”. Eppure si sente in continuazione parlare di “lotta per la sopravvivenza”, natura “ostile” e così via…

Questa lettura è tipica di un’umanità ormai scollata dal mondo naturale, incapsulata fisicamente e psicologicamente nella sua “modernità”. E così lo zaino (e il suo contenuto, a prescindere che sia “utile” o meno) diventano come la bombola d’aria per un subacqueo, ovvero qualcosa che se dovessimo perdere improvvisamente ci condannerebbe senza possibilità di appello.

Quello che ho imparato in tutti questi anni di osservazione e contatto col mondo naturale è che lì fuori non c’è una “lotta per la sopravvivenza” ma un progressivo trasferimento di energia a cui diamo il nome di “Vita”.”

“Into the Wild”: quando le convinzioni condizionano l’esistenza.

“Voglio farti un esempio che è noto a molti. Come sai la storia del film “Into the wild” è tratta da fatti realmente accaduti a un ragazzo di nome Christopher McCandless. Al suo arrivo nelle foreste dell’Alaska si sente carico di energia e in totale armonia con la Natura che lo circonda. Sta realizzando il suo sogno. Un’armonia che ad un certo punto si sente di voler condividere con le persone a cui vuole bene. Beh, percorrendo il sentiero a ritroso scopre che la sua certezza di poter tornare indietro a suo piacimento svanisce, rapita dai flutti impetuosi di un fiume in piena. L’impatto psicologico di non poterlo guardare è talmente forte che il ragazzo si sente intrappolato nella Natura. Il luogo che lo aveva ospitato in quella situazione idilliaca, seppure lui non avesse spiccate conoscenze di sopravvivenza, viene a quel punto visto come una gabbia. Questa idea lo trascinerà via.

Cos’è cambiato nel luogo dove Christopher McCandless aveva vissuto per quasi tre mesi? Nulla. La differenza risiedeva solo nella sua certezza di non poter tornare indietro quando voleva. Le sue convinzioni hanno condizionato la sua esistenza.”

Risvegliare la Consapevolezza

“In una situazione di pericolo, dopo un incidente o un imprevisto, la prima cosa è fermarsi un istante, sedersi, chiudere gli occhi e respirare la Natura. Solo successivamente ti dedicherai a ragionare. Serve a controllare e calmare la tua paura e così sfuggire alla trappola del panico. Statisticamente una persona persa in Natura può morire nell’arco di due o tre giorni quando è in preda al panico.

Acquisire le antiche abilità come realizzare un riparo esclusivamente con materiali naturali, raccogliere e potabilizzare l’acqua, accendere un fuoco con il solo uso di vegetali rinvenuti sul posto e conoscere e riconoscere le piante, gli animali e le loro tracce ti rende indipendente da ciò che ti porti sulle spalle. E se invece di impararle saprai interiorizzare, allora scoprirai che sono la strada verso una grande Consapevolezza. E’ proprio questa la ragione per cui si muovono i primi passi di una piccola o grande avventura: inseguire la propria voglia di conoscenza e consapevolezza, nel bosco dietro casa come nelle sconfinate foreste nordamericane. Il Natural Survival risveglia questa Consapevolezza.”

Interiorizzare, non solo imparare

Un grazie di cuore a Marco e Jeff  a nome di tutto lo staff Outdoor Portofino e dei lettori del blog.

Queste parole che ci hanno condiviso sono un importante insegnamento e potranno guidare tutti noi verso la Grande Consapevolezza. Attraverso la ricerca della magica commistione tra uomo e ambiente, diamo importanza  al COME piuttosto che al COSA, all’interiorizzare oltre che al semplice imparare.

Attività Survival durante un Team Building di Outdoor Portofino

Se ti è venuta voglia di avvicinarti a questo stile di vita, inizia esplorando tra le nostre esperienze ideali per chi è vuole iniziare!

Non so quali stati d’animo voi stiate provando dopo questa lettura, a me è venuta una forte voglia di uscire e avventurarmi all’aria aperta non importa se in mare, nei boschi dietro casa o in luoghi lontani… Ci vediamo in giro!

Autore: Giuseppe Debernardi, capo guide e istruttori OP // guida kayak ISKGA // amante del mare in tutte le sue forme!

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