fbpx

Cinque Terre

Cinque Terre

Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore: cinque gioielli incastonati tra mare e monti che lasciano senza fiato per la loro bellezza.

Il punto di partenza per le nostre attività alle Cinque Terre è Monterosso presso i Bagni Fegina. Le attività si svolgono all’interno del Parco Nazionale delle Cinque Terre e nelle aree limitrofe di Portovenere e delle isole della Palmaria, Tino e Tinetto. Un modo diverso di visitare tutte le Cinque Terre – Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore – è esplorarle dal mare: con le nostre escursioni in kayak e sup, si può ammirare un paesaggio suggestivo lontano dalle folle di turisti e avere scorci su panorami mozzafiato da prospettive insolite.

Paesini con torri e carrugi, macchia mediterranea, agavi, spettacolari stratificazioni della roccia calcarea, grotte ed acque turchesi. Le Cinque Terre, insieme alle isole Palmaria, Tino e Tinetto, sono un sito Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, Parco Nazionale e Area Marina Protetta. È famosa la Via dell’Amore, il sentiero che collega i borghi di Manarola e Riomaggiore, tra il mare a strapiombo e le terrazze coltivate a vite. I muri a secco, sostegno ai terrazzamenti, sono anch’essi entrati a far parte del patrimonio dell’umanità dell’Unesco dal novembre 2018. Il territorio impervio e scosceso è conosciuto per la produzione di vini quali ad esempio lo “Sciacchetrà” ed il “Cinque Terre”.

Le Cinque Terre si estendono tra Punta Mesco e Capo di Monte Negro oltre il quale chilometri di scogliere porteranno direttamente all’entrata di Portovenere riconoscibile dalla preponderante figura della chiesa di San Pietro.

Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore furono edificati intorno all’ XI secolo. Fino al XVIII secolo la Liguria fu soggetta ad attacchi di pirati: la costruzione di torri e stretti carruggi ideali per la difesa del territorio sono oggi elementi caratterizzanti tutti i paesi. Ne sono degli esempi la torre Aurora a Monterosso ed il Castello di Vernazza, tutt’ora in ottimo stato di conservazione.

La conformazione della costa delle Cinque Terre non permette lo sviluppo di veri e propri porti. Il gozzo è la barca tipica da pesca ed ancora oggi come in passato viene messa a mare e riportata a terra ogni giorno con l’uso dei tipici scivoli. Durante le giornate ventose o le mareggiate è spettacolare la vista delle barche messe al sicuro tra i vicoli e nelle piccole piazze.

Un’altro denominatore comune è la palette colori, dalle facciate gialli tenui, arancioni e rossi intensi, le scogliere grigie chiare o scure, l’acqua azzurra e turchese.

È possibile spostarsi tra i paesi utilizzando i sentieri nel parco, il treno o via mare e quindi ammirarli da diverse angolazioni.

La bellezza di questo tratto di costa viene ora gelosamente conservata e protetta dall’antropizzazione indiscriminata.

Per raggiungere il nostro meeting point a Monterosso, il modo più semplice e veloce è arrivare in treno, fermata Monterosso al Mare. Usciti dalla stazione di Monterosso, girare a destra e camminare per circa 250m, tenendo il mare a sinistra. Si incontrano poi i Bagni Fegina sulla sinistra. La zona, piuttosto affollata durante tutto l’anno, non dispone di grandi aree di sosta e parcheggio.

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre con i suoi 3.868 ettari è il Parco Nazionale tra i più piccoli d’Italia e allo stesso tempo il più densamente popolato, con circa 4.000 abitanti suddivisi in cinque borghi: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso al Mare. Qui l’uomo in più di mille anni ha “modificato” l’ambiente naturale sezionando gli scoscesi pendii delle colline per ricavarne strisce di terra coltivabili, i cosiddetti ciàn, sorrette da chilometri di muretti a secco. Questo è il vero tratto identitario delle Cinque Terre, con un paesaggio atipico e fortemente antropizzato: ecco perché è il Parco dell’Uomo, un territorio diventato Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

La finalità dell’Area Marina Protetta Cinque Terre, che comprende due zone A di riserva integrale e due zone B di riserva generale a Punta Mesco e Capo Montenero e che vanta una ricchezza e varietà straordinaria di specie animali e vegetali, è quella di tutelare e valorizzare le caratteristiche naturali, chimiche, fisiche e della biodiversità marina e costiera, anche e soprattutto attraverso interventi di recupero ambientale, avvalendosi della collaborazione del mondo accademico e scientifico. Per queste ragioni sono costantemente realizzati programmi di studio, monitoraggio e ricerca scientifica nei settori delle scienze naturali e della tutela ambientale, con l’obiettivo di assicurare la conoscenza sistematica dell’area, ma anche per la promozione di uno sviluppo sostenibile dell’ambiente, con particolare riguardo alla valorizzazione delle attività tradizionali, delle culture locali, del turismo ecocompatibile e alla fruizione delle categorie socialmente sensibili.

Le Cinque Terre, erette su una sottile striscia di terra tra montagna e mare e lontane dalle strade della grande comunicazione, sono rimaste un po’ in disparte rispetto ai grandi sviluppi storici. La vera storia di questi paesi si ha attraverso le cronache e i racconti scritti dai pochi viaggiatori arrivati qui nel corso dei secoli passati. La testimonianza della vita quotidiana di queste sperdute località marinare, raccontano una vita di miseria e duro lavoro, ma anche di festa e comunicazione.

Monterosso probabilmente sorse, come la vicina Vernazza, come porto militare per la difesa del territorio contro i Saraceni. Nel Duecento per breve tempo appartenne alla Repubblica marinara di Pisa prima di passare nel 1276 alla Repubblica di Genova, insieme a tutto il territorio delle Cinque Terre. Vernazza, che deve il proprio nome probabilmente al vino locale “Vernaccia”, è l’unico porto naturale delle Cinque Terre. Qui si trovano alcuni resti di fortificazioni medievali e sul lato occidentale la chiesa parrocchiale di Santa Margherita D’Antiochia, edificata nel XI secolo e allargata nel 1318. Proseguendo verso sud, si raggiunge Corniglia: su una scogliera a circa 80 metri d’altezza anche questo borgo fece parte della Repubblica genovese. Manarola e Riomaggiore condividono l’incredibile architettura ad incastro, resa necessaria per via della posizione dei due borghi in strettissime vallate verso il mare. Nei secoli passati, qui veniva estratta la cellulosa dalle foglie dei pioppi nella vallata intorno al paese, utilizzata poi per l’industria della carta genovese. Grazie alla posizione rialzata, il campanile della chiesa di San Lorenzo fungeva in passato da torre di guardia e di difesa. L’ultima delle Cinque Terre è Riomaggiore: la leggenda narra che furono profughi greci a fondarla 1200 anni fa. In realtà, la prima citazione del borgo in un documento storico risale al 1259. Il nome di Riomaggiore deriva dal torrente che scorreva tra le case.

Le Cinque Terre rimasero sotto il dominio della Repubblica di Genova fino al 1797; dopodiché passarono sotto il controllo dei francesi prima e del Regno Sabaudo poi. Dopo l’Unità d’Italia nel 1861, la Liguria e le Cinque Terre entrarono a far parte del nuovo Regno d’Italia.

Attività alle Cinque Terre