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“Lo snorkeling è senza dubbio una delle attività acquatiche outdoor che più preferisco: necessita di poca attrezzatura, permette di immergersi letteralmente nella natura, osservare la costa e il mare da un diverso punto di vista, senza essere mai uguale o noioso.” I consigli di un’esperta e appassionata, leggi il racconto della nostra guida Giulia!

Grazie all’istituzione dell’Area Marina Protetta di Portofino e alle sue regole, volte a tutelare l’ecosistema sottomarino del promontorio, abbiamo la fortuna di poter osservare da vicino la vita che brulica in queste acque e apprezzarne la ricca biodiversità.
Dopo anni di esperienza con maschera e boccaglio in giro per l’AMP, ecco una speciale classifica degli spot da inserire nella tua bucket list.
Non importa che tu sia un viaggiatore di passaggio, un local, un esperto o un aspirante diver, qui troverai pane per i tuoi denti!

1. Baia di Paraggi:

La baia di Paraggi, al cui interno si trova la piccola baia di Niasca (dove è situata la nostra sede), con la sua spiaggia di sabbia finissima, è senza dubbio uno dei luoghi più frequentati sia dagli amanti della tintarella che dagli sportivi. Questa baia infatti è interdetta alla navigazione, per cui la balneazione e lo snorkeling avvengono in assoluta sicurezza.
All’interno si trovano tre principali tipi di habitat, grazie ai quali si possono osservare una grande varietà di specie animali e vegetali marine.
La costa rocciosa ospita diversi anfratti popolati da Stelle Marine, Ricci, Pomodori di mare, piccoli Scorfani, Spugne e altri animali. Qui si può osservare la scena tipica dello Sciarrano che sosta davanti alla tana del Polpo in attesa di cibo, oppure piccole Donzelle Pavonine che nuotano e si rincorrono frenetiche. I più fortunati potranno incontrare una delle murene o delle cernie che abitano le numerose grotte sottomarine poste a pochi metri di profondità.
La porzione centrale della baia presenta una grande prateria di Posidonia. Questa pianta marina gioca un ruolo fondamentale per l’ecosistema, infatti è uno dei maggiori produttori di ossigeno sottomarino e tra le sue foglie trovano cibo e riparo diversi animali come Castagnole, Salpe, Saraghi, piccoli Cavallucci Marini, Seppie e molto altro.
La porzione di sabbia che sta davanti alla spiaggia principale, a prima vista potrebbe sembrarvi un deserto triste e arido, ma se siete degli attenti osservatori potrete notare la vita che abita anche questo luogo: Triglie che scavano con i loro baffetti in cerca di cibo, piccoli Rombi che si mimetizzano sul fondo o un Pesce Pettine che nuota solo e indisturbato.
Agli amanti dell’apnea farà piacere sapere che il punto più profondo della baia supera i 20 m di profondità, l’ideale per chi vuole cimentarsi in questo sport in un contesto così particolare (un po’ meno per chi deve andare a recuperare la maschera persa sul fondo).

2. Baia dell’Olivetta:

La piccola baia dell’Olivetta, distante circa mezzo miglio da Niasca, è accessibile via mare in 15/20 minuti di kayak o tramite un piccolo sentiero che parte dalla rinomata piazzetta di Portofino. Non potete sbagliare: dopo aver scattato qualche fotografia al belvedere sulla piazza della Chiesa di San Giorgio imboccate la stradina che porta al faro e scendete la prima scala che incontrate sulla sinistra, vi ritroverete sulla spiaggetta, profonda appena un paio di metri, della piccola baia. Essendo orientata a nord/est e contornata da una ricca vegetazione è il luogo ideale per ripararsi dalla calura estiva.
Anche qui la Posidonia fa da protagonista, con le sue lunghe foglie che accolgono una grande quantità di animali. I più temerari che hanno voglia di dare qualche pinneggiata in più non rimarranno delusi dalla costa rocciosa appena fuori dai confini della baia, infatti mano a mano che si nuota verso Punta Faro l’acqua si fa sempre più blu, la costa piena di insenature da esplorare e le taglie dei pesci crescono sensibilmente. Qui le Cernie, indiscusse padrone di casa, si aggirano tranquille e un po’ curiose a conoscere l’ospite di turno.

3. Punta Giasso (o Vitrale):

Arriva ora il turno di parlare della location più esclusiva tra quelle già citate: Punta Giasso, anche chiamata comunemente Vitrale.
Ci troviamo sulla costa meridionale del Promontorio di Portofino che è il versante più selvaggio e più esposto alle intemperie, lo si nota dalla mancanza di vegetazione sulla costa a causa delle forti mareggiate invernali provocate dai venti di Libeccio.
Questo piccolo punto sulla mappa deve il suo nome ad una sorgente sotterranea di che dal Monte di Portofino sfocia direttamente in mare, infatti in genovese la parola giasso significa ghiaccio che richiama appunto il freddo del flusso di acqua dolce che si contrappone alle temperature più miti dell’acqua di mare.
Qui un insieme di grandi massi hanno formato un piccolissimo porto naturale, raggiungibile esclusivamente in un’ora di kayak (o sup, per gli esperti) partendo da Paraggi. Per sbarcare sono necessarie condizioni favorevoli di vento e mare, infatti bastano poche onde per rendere difficoltoso l’attracco anche ai più esperti pagaiatori.
Fidatevi però, le vostre fatiche saranno largamente ricompensate!
Indossata la maschera concedetevi qualche minuto per esplorare le mille fessure degli scogli tra i quali avete appena ormeggiato il vostro mezzo. Già da qui potrete farvi un’idea della bellezza e della ricchezza del luogo in cui vi trovate. Date le prime bracciate e usciti dalla piccola insenatura vi troverete in un ambiente completamente diverso, del tutto nuovo e misterioso, se dovessi descriverlo in una frase direi “un salto nel blu”. Da qui, infatti, il fondale sprofonda molto rapidamente e basta discostarsi pochi metri dalla linea di costa per avere l’occasione di incontrare specie animali prettamente pelagiche di medie/grosse dimensioni. Da un lato la roccia e le tane sottomarine di grosse Cernie e qualche Murena, dall’altro il mare aperto dove oltre ai banchi delle più conosciute (ma sempre belle) Salpe e Occhiate si possono ammirare anche eleganti Corvine, sottili Barracuda o imponenti Dentici.

4. San Fruttuoso di Capodimonte:

La rinomata baia di San Fruttuoso con i suoi monumenti storici e la sua posizione incastonata nel bel mezzo del promontorio di Portofino, rappresenta un punto di incontro tra escursionisti, kayakers, divers e amanti della nautica.
Per raggiungere la spiaggia potete prendere uno dei tanti e bellissimi sentieri del Parco che partono da Camogli, Santa Margherita, Portofino oppure uno dei numerosi battelli delle varie compagnie che collegano le città vicine al piccolo borgo.
In alta stagione la piccola spiaggia è affollata di visitatori e lo specchio d’acqua antistante è frequentato da un gran numero di imbarcazioni di piccole, medie e grandi dimensioni. Per questo motivo se decidete di nuotare in questo luogo dovrete fare molta attenzione e cercare di tenervi il più possibile vicino alla costa. Nel frattempo cogliete l’occasione per esplorare le numerose specie che vivono ancorate o nelle vicinanze del conglomerato roccioso popolate e fatevi sorprendere dal passaggio di grossi banchi di piccole acciughe. Detto ciò, una volta messa la maschera un pellegrinaggio al Cristo degli Abissi è d’obbligo! La statua in bronzo fu scolpita da Guido Galletti, nel 1954 in memoria di Diego Gonzatti, pioniere della subacquea italiana, morto nel 1947 in quello stesso luogo.
Oggi la statua, posta a 17 m di profondità, è simbolo della passione per la subacquea e il mare, e rappresenta uno siti di immersione più frequentati di tutto il Mar Ligure. Nonostante la profondità, grazie alle dimensioni della statua e all’effetto lente dell’acqua, il monumento rimane ben visibile anche dalla superficie, un’esperienza unica e suggestiva alla portata di tutti.

5. Punta Chiappa:

Una stretta lingua di roccia che delimita il confine occidentale della Zona B dell’Area Marina Protetta: Punta Chiappa. A seconda del tempo che avete a disposizione e dei vostri interessi, questo sito può essere raggiunto via mare, fino a Porto Pidocchio, oppure con un panoramico e ripido sentiero partendo da San Rocco di Camogli.
Punta Chiappa, o semplicemente La Punta (come viene chiamata usualmente dalla gente del luogo), sembra essere un trampolino che punta il mare aperto, un punto di partenza verso nuove avventure o semplicemente un balcone da cui fermarsi ad ammirare un bel tramonto senza ostacoli sulla linea dell’orizzonte.
Oltre al panorama mozzafiato, dal punto di vista naturalistico, anche qui la varietà di specie che possiamo osservare è molto ampia. Grazie alla sua posizione e all’andamento ripido della costa e del fondale, sono presenti numerose specie pelagiche con esemplari anche di notevoli dimensioni. Non è raro anche avvistare, soprattutto nelle sere più calme di mezza stagione, il passaggio di qualche Stenella o la pinna di qualche Pesce Luna.
Da qui è d’obbligo citare la presenza poco lontano del famoso e frequentato sito di immersione della secca Isuela, oppure, procedendo verso levante sul versante meridionale, della Grotta dell’eremita, un altro interessante luogo da esplorare con la maschera.

Questa classifica serve solo a dare due dritte su solo 5 luoghi in particolare, ma se volete uscire dagli schemi e tuffarvi in un punto a caso dell’area marina protetta, non credo possiate rimanerne delusi. Ma mi raccomando, ricordiamoci che per essere ospiti graditi e continuare a godere a lungo di questo patrimonio, ci sono alcune regole di “galateo” da rispettare.

Per cui: tuffati, esplora, sorprenditi, ama e non lasciare traccia!

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