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6 curiosità per 6 luoghi da non perdere a Camogli Liguria

Oggi vi accompagno nella “mia” Camogli, Liguria. La conformozione e l’architettura incarnano esattamente quello che ci si aspetta da un borgo marinaro della Liguria. Le alte case colorate sono ammucchiate una sull’altra, incorniciate dal verde dei monti e dal blu del mare. L’economia della città ormai si basa più sul turismo che sulla pesca e la navigazione che la resero famosa in passato. Ma ancora oggi, nelle sere d’estate, al porticciolo potete ammirare diverse barche e pescherecci che scaricano in banchina le cassette con il bottino del giorno.

La maggior parte delle persone che visita il borgo si accontenta di un bagno e una passeggiata in compagnia di una bella slèrfa di fugassa, ma qui c’è molto di più!

In questo articolo vi racconto 6 curiosità legate a 6 luoghi di Camogli. 6 luoghi su cui soffermarsi per scoprire la storia e le tradizioni che ancora oggi animano la mia città.

Fatevi incuriosire anche dalle 8 attrazione segrete di Paraggi.

Camogli o Camuggi in genovese, letteralmente “case a mucchi”.

La città dei 1000 bianchi velieri

Museo Marinaro di Camogli Liguria

Camogli, che oggi conta circa 6000 abitanti, viene chiamata anche “La Città dei 1000 bianchi velieri”. L’origine di questo epiteto risale al XIX secolo. A quel tempo la città era una delle più grandi potenze navali mercantili della penisola. Infatti nel 1856 possedeva una flotta di 700 navi iscritte al compartimento marittimo. Per avere un paragone: considerate che Amburgo, uno dei porti più importanti d’Europa, all’epoca ne contava appena 560.

Durante questo periodo, grazie ai grandi introiti economici furono costruiti: il Teatro Sociale, l’ospedale, due banche, l’asilo e la mutua assicurazione. Non male per un piccolo borgo della Liguria!

Per immergersi nella storia di quest’epoca d’oro una visita al Museo Marinaro Gio Bono Ferrari è d’obbligo. Questo piccolo museo infatti è un prezioso scrigno contenente quadri, strumenti, ricordi, documenti che nel tempo sono stati donati da tutte le famiglie di Camogli. Tra questi ci sono anche il libretto di navigazione del mio nonno Carlo Arnoldi e gli attrezzi del bisnonno Angelo Bertora. Così anche i loro oggetti, come i pezzi di un puzzle ricostruiscono la storia della città in questo museo.

Camogli e l’isola più remota del mondo

Largo Tristan da Cunha

L’arcipelago britannico di Tristan da Cunha si trova nell’Oceano Atlantico meridionale ed è considerato l’arcipelago più remoto del mondo. Immaginate di disegnare su un planisfero un triangolo tra Cape Town, Capo Horn e l’Antartide. Eccola lì in mezzo: Tristan da Cunha. L’isola principale è l’unica abitata e ad oggi possiede una comunità di 300 persone circa.

Ma che cosa c’entra Camogli?

Nel 1892 ci fu sull’isola il naufragio del brigantino Italia con a bordo alcuni marinai camogliesi. Dopo un anno passato sull’isola a lavorare fianco a fianco con gli abitanti del posto, i camogliesi Gaetano Lavarello e Andrea Repetto decisero di fermarsi. I due sposarono due isolane e misero su famiglia. Per questo motivo ancora oggi 2 dei 7 cognomi presenti sull’isola sono questi tipici di Camogli.

Negli anni vi è sempre stata una fitta e affettuosa corrispondenza tra i due luoghi che sono rimasti legati nel tempo nonostante la distanza geografica.

Come simbolo dello stretto contatto tra queste due terre a Camogli troviamo “Largo Tristan da Cunha”, situato prorprio sotto al Museo Marinaro. Se invece capiterete mai a Tristan da Cunha (più difficile magari dal punto di vista logistico) troverete il “Camogli Hospital”.

Il porticciolo visto dal molo.

La tradizione delle reti

La vecchia fornace al molo di Camogli Liguria

Se siete mai stati a Camogli avrete senz’altro passeggiato lungo il molo fino al faro. Da qui si gode una delle viste più belle sul borgo e sul golfo di Genova. All’inizio della passeggiata forse avrete notato una strana costruzione ormai in disuso, formata da un vecchio caldernone e un lavatoio. Questa è l’antica fornace per la tintura delle reti.

In passato le reti venivano prodotte in fibra di cotone, materiale abbastanza delicato e poco mimetico in acqua. Per migliorane la resistenza e donare un colore più scuro, le reti venivano cotte in questo calderone. Per la tintura veniva utilizzata acqua bollente con corteccia di pino marittimo tritata, che rilasciava un colore tendente al rosso-marrone. Una volta tinte venivano messe a colare nel lavatoio e poi stese sui tipici bastoni di legno.

Tutto l’impianto era pubblico e poteva essere utilizzato da qualsiasi pescatore che solitamente, per sdebitarsi, faceva un’offerta alla parrocchia.

Oggi la produzione di reti a Camogli è limitata e la tecnologia si è evoluta. Ma ancora oggi durante la stagione invernale si può osservare la produzione a mano delle reti della tipica Tonnarella fatte con fibre naturali biodegradabili.

La Madonna del buon viaggio (o delle Grazie)

Edicola della Madonna del buon viaggio a Camogli Liguria

Il centro storico di Camogli risale all’epoca medievale e si concentra nella zona del Porto e dell’Isola (così chiamata perchè un tempo era staccata dalla terra ferma). Oltre al porto, la basilica e il castello, le alte case e gli stretti vicoli (chiamati caruggi) formano un piccolo labirinto.

Proprio in uno di questi caruggi si trova l’edicola della “Madonna del buon viaggio” o “delle Grazie” protettrice di pescatori e naviganti. Questa edicola tra i locali è conosciuta anche come “Madonna dei gotti” (gotto = bicchiere in genovese). Sì proprio così: “Madonna dei bicchieri”. Questo nome un po’ provocatorio deriva dal fatto che quel luogo vicino al porto ospitava numerose osterie. Si racconta che quest’ultime erano molto frequentate non solo da pescatori e naviganti, ma anche dalle loro mogli che, in attesa del rientro dei loro mariti, venivano a consolarsi con qualche buon bicchiere di vino.

Ogni anno il primo weekend di ottobre si tiene la festa in onore della “Madonna del buon viaggio” (o “delle grazie”). Per questa occasione il caruggio si anima tra luci, rustie (caldarroste), focaccette al formaggio, trilli (le tipiche canzoni genovesi) e, ovviamente, gli immancabili gotti!

Uno dei caruggi addobbato per la festa in onore della Madonna.

Il tesoro di Cala dell’Oro

Area Marina Protetta di Portofino

L’Area Marina Protetta di Portofino è uno dei fiori all’occhiello di questo territorio. Nonostante il nome quest’area si divide tra 3 comuni differenti: Portofino, Santa Margherita e Camogli. Tra i punti di maggior interesse all’interno dell’area del comune di Camogli abbiamo: Punta Chiappa, la Grotta dell’Eremita, la baia di San Fruttuoso con il famoso Cristo degli Abissi e l’inaccessibile Cala dell’Oro.

Questa cala è zona A dell’area marina, quindi riserva integrale. In questa baia infatti, è interdetta qualsiasi tipo di attività umana (dal nuoto alla navigazione alla pesca). L’accesso è concesso raramente a scopi strettamente scientifici.

Tutto ciò non fa che aumentare l’alone di mistero attorno a questa baia con questo nome così particolare. Tutti da bambini, a Camogli, abbiamo sempre immaginato storie di pirati che nascondevano qui i loro tesori preziosi. In realtà il vero oro che dà il nome alla cala è molto più prezioso di qualsiasi metallo: l’acqua. Qui tra le rocce infatti, vi è una sorgente d’acqua dolce che arriva direttamente dal monte. In passato i naviganti usavano questa scogliera per approdare e fare rifornimento di questo bene così raro in mare.

L’AMP di Portofino offre molti altri luoghi incantevoli da esplorare con tante attività diverse come snorkeling, kayak, sup e coasteering.

Entrata eccezionale a Cala dell’Oro durante la clean up del Progetto Crabs.

Le batterie di Punta Chiappa

Parco Naturale del Monte di Portofino

Abbiamo parlato molte volte in questo blog della natura e della bellezza che offre il Parco del Monte di Portofino.

Oltre alla sua importanza dal punto di vista naturalistico però, forse non tutti sanno che possiede anche una certa rilevanza storica. Il Monte di Portofino infatti porta ancora oggi numerosi segni e testimonianze della seconda guerra mondiale. Uno dei manufatti più importaneti dell’epoca è il complesso delle Batterie di Punta Chiappa. Questa batteria, costruita alla fine degli anni 30, costituiva insieme a quelle di Arenzano, Pegli e Monte Moro il sistema difensivo costiero del territorio di Genova.

Il complesso formato da diversi bunker, tunnel sotteranei e casermette è stato recentemente restaurato. Questo è sicuramente uno dei luoghi più frequentati del parco grazie alla sua vicinanza con San Rocco e al suo panorama mozzafiato. Inoltre da qui si diramano diversi sentieri come la via panoramica per San Fruttuoso o il ripido sentiero per Punta Chiappa.

Il sentiero per Punta Chiappa con partenza dal nuovo centro visite delle batterie è ancora quello originale costruito e percorso dai militari dellepoca. Lungo il ripido percorso si incontrano le diverse strutture del complesso e grazie a dei pannelli interattivi è possibile scoprire storia e curiosità di questi luoghi singolari.

Se siete degli appassionati di storia vi segnalo anche il libro: “Il mio diario:1942-1945” di Hans Hill, una importante testimonianza di questo giovane soldato tedesco distaccato proprio qui a Punta Chiappa.

Veduta frontale di uno dei bunker delle batterie di Punta Chiappa.

Ed ecco qui 6 delle tante altre curiosità legate a Camogli. Se vi siete incuriositi o vorreste saperne di più scriveteci nei commenti qui sotto. Seguite sul nostro profilo Instagram la rubrica “Lo sapevi che..” per scorpire tante altre curiosità sulla cultura, la natura e il territorio di Camogli e non solo!

Giulia Bertora - OP School - Outdoor Portofino
Autrice: Giulia Bertora, Responsabile OP School e Activity Leader

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