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Portofino e la sua storia: due chiacchere con l’esperto

Portofino storia. Oggi parliamo di alcune curiosità su Portofino e la sua storia e lo facciamo con un ospite d’eccezione.

Questo caratteristico e colorato borgo marinaro è incastonato in una piccola baia che presenta una conformazione unica nel suo genere. Circondato dal verde rigoglioso del Monte omonimo e dalle acque turchesi dell’ Area Marina Protetta.

 

Da anni ormai accompagniamo coi nostri tour persone provenienti da tutto il mondo alla scoperta della natura del nostro territorio. Stimolati dalle loro curiosità e dalle loro domande abbiamo scoperto anche il grande patrimonio storico e culturale che abbiamo intorno. Ed è bello oggi poter trasmettere a chi abbiamo davanti una visione di Portofino e i suoi dintorni a 360°.

In questo blog abbiamo già parlato di Cosa vedere a Portofino. Vi abbiamo dato alcuni consigli da locals per organizzare al meglio in modo originale la vostra visita.

Per parlare di storia non potevamo che rivolgerci ad un esperto e appassionato del territorio e dell’outdoor come Marco Moraglio.

Marco è uno storico e, come noi, è amante della natura e della vita all’aria aperta. Unisce queste sue passione tra storia, sport e natura nella sua attività da guida escursionistica e accompagnatore turistico in Liguria e non solo! Marco infatti porta le sue competenze in giro per il mondo tra Italia, Iran, Marocco, Etiopia e Ladakh. Durante i suoi viaggi accompagna gruppi di persone verso nuove esperienze fra trekking, natura e cultura locale. Lo abbiamo conosciuto grazie al progetto CRABS e ci siamo subito riconosciuti affini grazie ai valori comuni di sostenibilità ed educazione.

 

I colori di Portofino riflessi nel mare

 

Portofino storia: le origini e i monumenti più importanti

Ciao Marco. Il borgo di Portofino è famoso in tutto il mondo per la sua esclusività e la sua frequentazione un po’ “chic”. Cerchiamo di andare un po’ al di là di questo mito: ci racconti un po’ le origini di questa cittadina?

La storia di Portofino è interessantissima. In particolare, le sue origini sono avvolte anche da quell’alone di mistero che da sempre è in grado di affascinare l’uomo. Siamo sicuri che il nucleo originario di Portofino sia antichissimo ma, in realtà, non sappiamo quanto! Infatti, se è vero che alcuni studiosi pensano a origini fenice, greche o romane (il discorso qui sarebbe estremamente ampio e approfondito, difficilmente riassumibile in poche righe), altri fanno risalire i primissimi insediamenti in epoche ancora più antiche. Infatti grazie alla sua morfologia è possibile che questo luogo così ben protetto dalle intemperie, sia stato sfruttato in tempi precedenti.

Per certo sappiamo che antiche popolazioni liguri, o quanto meno celte-liguri abitavano la zona. Ad esempio siamo sicuri che i Tigullii già a partire dall’VIII sec. a. C. fossero dediti agli scambi commerciali anche via mare.

L’ipotesi di Portofino utilizzata come approdo sicuro trova riscontri importanti nelle documentazioni disponibili e anche in testi molto celebri. Un esempio è la famosissima “Naturalis Historia” di Plinio (I sec. d.C.) che cita tra i vari luoghi la stessa Portus Delphini (Porto dei Delfini). Non è un caso infatti che, ancora oggi, nello stemma sotto al castello in mattoni grigi troviamo rappresentato un bel delfino che nuota nel mare.

Quali sono per te i 3 monumenti storici più rappresentativi di Portofino? Raccontaci qualche curiosità sulla loro storia.

 

La chiesa del Divo Martino

Nell’Area di Portofino i luoghi di interesse sono moltissimi ed è difficile scegliere i più rappresentativi! Mi sembra doveroso citare prima di tutto la Chiesa del Divo Martino dedicata al Santo Martino di Tours (IV sec. d.C.). Questa è ubicata presso il borgo più antico di Portofino, anche se, naturalmente, lo stato attuale è dovuto a rimaneggiamenti attuati nel XIX secolo. Tuttavia fu originariamente costruita nel X secolo e donata dalla regina Adelaide ai monaci dell’Abbazia di S. Fruttuoso.

 

L’abbazia Cervara

Il secondo monumento è, senza dubbio, il Convento di San Girolamo della Cervara che venne edificato a partire dal 1361. Dopo un travagliato periodo caratterizzato dai conflitti tra Guelfi e Ghibellini, che causarono danneggiamenti all’edificio, il convento venne affidato, nel 1420, ai monaci benedettini di Cassino. Numerosi personaggi famosi hanno visitato il complesso monumentale. Da Petrarca (che cita espressamente Portofino nella sua opera “Africa”), a Papa Gregorio XI (ultimo dei papi di Avignone), fino a Santa Caterina da Siena e, suo malgrado, Francesco I di Francia che vi rimase prigioniero nel 1525. Nel medioevo questo luogo era detto Silvaria (da silvas, la parola latina che significa ‘‘boschi’’), perché era fitto di vegetazione. In seguito il termine Silvaria venne poi italianizzato in Cervara.

 

Le batterie del Monte di Portofino

Il terzo sito di interesse sono senza dubbio le Batterie. Queste strutture militari furono costruite nel 1941 dal Regio Esercito Italiano per difendere la città di Genova dagli attacchi navali. Si tratta di un complesso veramente importante che comprende molti edifici tra le quali spiccano le tre postazioni per i cannoni, la piazzola dell’artiglieria contraerea e le postazioni protette di tiro senza dimenticare l’ infermeria e i dormitori.

(Ne abbiamo parlato anche in questo articolo su Camogli e 6 luoghi segreti da scoprire)

 

Castello Brown: uno dei simboli del borgo

 

Portofino storia: il castello dai mille volti

Castello Brown è sicuramente uno dei monumenti più importanti. Durante le giornate in mare è sempre bello scovare nuove angolazioni da cui poterlo ammirare. Leggendo la sua storia sembra abbia vissuto diverse vite e attraversato i più importanti eventi della storia. Parlacene un po’.

Anche in questo caso, come visto un po’ per tutta Portofino, la storia del famosissimo Castello Brown è lunga e molto interessante. Alcuni scavi degli anni ’50, infatti, hanno riesumato dei resti risalenti al II – III sec. d.C. probabilmente corrispondenti a una torre di avvistamento. Il castello vero e proprio invece si pensa possa essere stato costruito intorno al X secolo.

In seguito, a partire dal 1425, fu sotto il controllo dei Visconti di Milano. Tuttavia già pochi anni dopo, il Castello tornò sotto il controllo genovese. Da quel momento, iniziò una lunga storia ricca di aneddoti vicende. Come l’episodio del 1435, quando contribuì alla difesa della Repubblica Marinara di Genova da un attacco della flotta dei veneziana.

Tra ristrutturazioni e ampliamenti arriviamo al 1797. In questo anno, dopo la conquista napoleonica della Liguria, la struttura passò sotto il controllo francese.

Dopo il Congresso di Vienna e il conseguente passaggio di Portofino prima al Regno di Sardegna e poi al Regno d’Italia, il Castello perse la sua importanza strategica e pian piano fu dismesso.

Nella seconda metà dell’Ottocento  il Console inglese Montague Yeats Brown, dopo averlo visto dal mare, se ne innamorò e decise di acquistarlo. Pur senza snaturarlo, l’edificio venne completamente trasformato in residenza privata. È interessante sapere che i due pini all’interno della struttura furono piantati nella terrazza nel 1870 dallo stesso Brown il giorno del matrimonio uno per sé e uno per la moglie.

Infine, nel 1961, il Castello divenne proprietà del Comune di Portofino.

 

Una veduta dall’alto della baia di Portofino con la sua conformazione particolare

 

Portofino storia: l’eremo di Niasca

Portofino è anche i suoi dintorni. Da poco ha riaperto i battenti l’Eremo di Niasca proprio sopra la nostra base nautica. Ci parli un po’ della sua storia misteriosa?

Immerso nel silenzio, l’eremo di Sant’Antonio accoglie minuscole comunità di monaci eremiti fin dal XIV secolo. Sappiamo che l’attuale struttura sorge su una chiesa e un eremo di epoca medievale di cui però conosciamo veramente poco o nulla. Addirittura non siamo nemmeno sicuri per quanto riguarda l’esatta posizione della chiesa.

Ancora una volta, tuttavia, la storia del borgo si mescola alle più importanti vicende europee del tempo. Infatti sarà Napoleone a porre fine alla sua funzione religiosa. Fu in seguito un barone, Giacomo Baratta, a metà dell’Ottocento che ristrutturerà ed amplierà gli edifici trasformando completamente la struttura.

 

 

Giulia Bertora - OP School - Outdoor Portofino
Autrice: Giulia Bertora, responsabile OP School e activity leader

 

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